RSA: CGIL CISL E UIL LANCIANO LA MOBILITAZIONE PER IL CONTRATTO

Primo pacchetto di azioni: sciopero degli straordinari, assemblee, presidi dinanzi alle strutture


Roma, 11 marzo 2022


Parte la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori delle RSA indetta da FP CGIL, CISL FP, UIL FPL per rivendicare l’apertura del tavolo negoziale con le associazioni datoriali AIOP ed ARIS e giungere alla definizione del contratto collettivo nazionale del personale che opera nelle Residenze Sanitarie Assistenziali (RSA).


Dopo due anni di attesa, innumerevoli richieste e presunti impegni che non si sono mai concretizzati è ora che ARIS (Associazione Religiosa Istituti Socio Sanitari) e AIOP (Associazione Italiana Ospedalita’ Privata) riconoscano il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori delle RSA alla definizione di un contratto nazionale di lavoro atteso da oltre 14 anni.


Un contratto che riconosca diritti e professionalità in linea con gli standard salariali e normativi ampliamente recepiti per il personale che opera nelle strutture che applicano il contratto della sanità privata da noi sottoscritto nel 2020 con queste stesse associazioni datoriali. Tale urgenza è divenuta un imperativo morale durante l’emergenza sanitaria che il nostro paese sta tuttora vivendo, emergenza nella quale il personale che lavora in queste strutture non si è mai sottratto allo sforzo di curare e tutelare gli ospiti, continuando a lavorare in modo instancabile e dando un prezioso e fondamentale contributo”


Nelle prossime settimane CGIL, CISL, UIL indiranno le assemblee in tutte le strutture per condividere con le lavoratrici ed i lavoratori le azioni di mobilitazione.

La protesta partirà con il blocco di tutte le attività effettuate in orario straordinario di tutto il personale e con presidi davanti alle strutture.

È una battaglia difficile, siamo tutti profondamente consapevoli della stanchezza e della rabbia delle lavoratrici e lavoratori, ma siamo anche convinti del fatto che solo la mobilitazione può, in questo momento, portare all’apertura del tavolo e a riconoscere dopo un decennio di immobilismo i diritti, la dignità e il salario che questi lavoratori meritano ed esigono.