Dichiarato lo stato di agitazione dei lavoratori delle RSA

Impossibile tollerare il vergognoso silenzio che si protrae da mesi



Roma, 2 marzo 2022


Era il 10 giugno 2020 quando, dopo la sottoscrizione dell’ipotesi di accordo del contratto della sanità privata, ci è stato comunicato l’impegno a convocare un tavolo il 13 luglio 2020, per l’apertura della trattativa del contratto RSA, impegno da concludersi in “tempi stretti” e che ancora oggi, è rimasto incompiuto.


In questa sede, giova anche ricordare come le intese prevedevano un negoziato le cui parti dovevano e devono necessariamente essere ARIS, AIOP, CGIL, CISL e UIL, sottolineando come non sarebbe stato possibile per le scriventi considerare negoziati separati.

La necessità condivisa e chiara era quella, in tempi brevi, lo ribadiamo, di definire anche per il personale che opera nelle RSA un contratto che li qualificasse e riconoscesse a tutte le lavoratrici e i lavoratori coinvolti dignità e professionalità.

Durante l’emergenza sanitaria che il nostro paese sta tuttora vivendo, il personale che lavora in queste strutture non si è mai sottratto allo sforzo di curare e tutelare gli ospiti, garantendo i servizi con abnegazione e dando un prezioso e fondamentale contributo.


Per tali ragioni, nei mesi scorsi, abbiamo manifestato più e più volte come non fosse più possibile procrastinare ulteriormente l’apertura del negoziato per la definizione del contratto collettivo nazionale di queste lavoratrici e di questi lavoratori.


Registriamo però come, nonostante nell’ultimo incontro del 21 dicembre 2021, in cui era stato assicurato di aggiornarci al mese di gennaio per la prosecuzione della discussione, ad oggi, dopo l’ulteriore ed ennesimo sollecito di richiesta di apertura delle trattative inviato lo scorso 15 febbraio dalle scriventi organizzazioni, non abbiamo avuto alcuna risposta.


Per quanto sopra esposto, nel vergognoso silenzio instauratosi, le scriventi Federazioni Nazionali FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, informano che hanno proclamato lo stato di agitazione a livello nazionale di tutto il personale coinvolto delle strutture che applicano la disciplina contrattuale oggetto del mancato confronto.

In tutte le regioni saranno definite iniziative da svolgersi a tutti i livelli interessati.


Contestualmente si procede con la formale comunicazione agli Organismi preposti di richiesta del tentativo obbligatorio di conciliazione, con la riserva di adottare, in caso di esito negativo, tutti gli strumenti reputati necessari allo sblocco della vertenza.


Lo hanno comunicato ai Presidenti di Aiop e di Aris, nella giornata di oggi, Maurizio Petriccioli, Serena Sorrentino e Michelangelo Librandi, segretari generali di Cisl Fp, Fp Cgil e Uil Fpl, proclamando lo stato di agitazione per lo stallo delle trattative per il rinnovo del CCNL ARIS AIOP RSA.