Seduta del 23 Febbraio per il rinnovo del CCNL Funzioni Locali

ARAN illustra l'ipotesi di riformulazione dell'inquadramento con la chiusura della Categoria A. Continuano a mancare le risorse economiche.


Roma, 23 Febbraio 2021


In data odierna è ripreso il confronto con l’Aran sul rinnovo del contratto collettivo nazionale delle Funzioni Locali per il triennio 2019-2021.


La riunione è iniziata con l’illustrazione da parte di Aran della proposta relativa al nuovo sistema di classificazione del personale che viene articolato in 4 aree per le quali è previsto un unico accesso corrispondente alla posizione economica iniziale (Area degli Operatori; Area degli Operatori esperti; Area degli Istruttori; Area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione). Le nuove aree sono individuate mediante le declaratorie che saranno definite in un allegato, non ancora presentato dall’Aran. Al personale inquadrato nell’area dei Funzionari e dell’Elevata Qualificazione possono essere conferiti incarichi di Elevata Qualificazione“ (EQ”) che, nella sostanza, ricalcano la vigente disciplina degli incarichi di posizione organizzativa. Una differenza sostanziale rispetto all’attuale disciplina è la possibilità di affidare gli incarichi di EQ anche a personale acquisito dall’esterno ed inquadrato nella nuova area. Un ulteriore aspetto di rilievo è che, fermi restando la conservazione del profilo posseduto e della posizione economica acquisita, tutti i profili ascritti alla categoria A vengono considerati ad esaurimento. Contestualmente la bozza presenta una nuova disciplina delle Progressioni economiche interne alle aree con possibilità di attribuire, nel corso della vita lavorativa, uno o più “differenziali stipendiali” di pari importo, da intendersi come incrementi stabili dello stipendio, la cui misura è individuata, distintamente per ciascuna area del sistema di classificazione, in una Tabella allegata al ccnl (ancora da definire).

 

Per candidarti e divenire rappresentante sindacale non serve essere un iscritto al sindacato.

 

Abbiamo aperto il nostro intervento richiamando la nota di Anci Upi e Conferenza delle Regioni indirizzata al Ministro della Pubblica Amministrazione e al Ministro dell’Economia, nella quale, ammettendo espressamente l’impossibilità di far gravare sui bilanci degli enti i rinnovi contrattuali e la revisione del sistema di classificazione, la stessa parte datoriale chiede con urgenza di individuare una copertura statale attraverso appositi trasferimenti. Un vero e proprio grido di allarme al quale ci siamo uniti rilanciando la proclamazione unitaria dello stato di agitazione dei lavoratori del comparto.


Non avere contezza di quale sia il perimetro delle disponibilità economiche non ci consente, soprattutto in questa primissima fase interlocutoria, di poter accogliere la proposta avanzata.

Il tentativo di applicare alle Funzioni locali le soluzioni adottate nel comparto delle Funzioni centrali - immediatamente evidente anche da un punto di vista strettamente terminologico laddove le vigenti categorie vengono ridenominate in aree - a nostro avviso non rispecchia la diversificata gamma di attività lavorative e di profili professionali che insistono nel comparto.


Prima ancora che definire i più evidenti punti di caduta della proposta abbiamo ribadito che l’adattamento delle declaratorie ai nuovi contesti organizzativi deve sin da subito garantire e cristallizzare in questo contratto il riconoscimento della evoluzione di alcune competenze correlate all’esercizio di specifiche funzioni. Significa, anche alla luce dell’evoluzione dei titoli di studio richiesti per l’accesso, garantire una valorizzazione professionale ed economica per alcuni profili, strutturando percorsi di sviluppo per “funzioni evolute”, anche in ragione del livello di specializzazione richiesto. La nostra proposta, in linea con la piattaforma contrattuale, non trova ad oggi corrispondenza nella bozza che ci è stata consegnata, anche con riferimento alla nuova disciplina dei differenziali economici che, in assenza di quei percorsi di valorizzazione professionale, rischierebbe di appiattire e omogeneizzare i profili. Cosi come la scelta di riassorbire gli incarichi di posizione organizzativa - ridenominati incarichi di elevata qualificazione (Eq) come un Area con possibilità di accesso esterno, ne snatura la originaria finalità e, alla luce del tetto dell’art. 23, comma 2 d.lgs. 75/2017, pone il problema di un impatto negativo sul fondo decentrato.


Abbiamo richiamato quindi la necessità di ripensare l’intero impianto proposto, compreso il reinquadramento dei profili attualmente presenti in A.


In risposta al problema delle risorse il Presidente dell’Aran, convenendo sulla urgenza di una celere soluzione, ha dichiarato che le risorse previste dalla legge di bilancio (0,55% del monte salari 2018 per i nuovi ordinamenti professionali e lo 0,22% sull’incremento del fondo) saranno certamente rese disponibili.


Ferma restando la prioritaria individuazione dei soggetti tenuti ad erogare le risorse previste in legge di bilancio, nello spirito partecipativo che caratterizza la nostra Organizzazione, abbiamo inteso dare il nostro assenso alla prosecuzione dei lavori preparatori per la definizione di un impianto ordinamentale definitivamente volto alla valorizzazione delle figure e delle funzioni proprie del personale del comparto.


Vi terremo costante informati sull’evoluzione della vertenza e del confronto in atto.